La Svizzera è un vero paese di marinai ai vertici della vela internazionale


L’amore per il mare, i laghi, la tecnologia e la disponibilità di capitali sono le basi per il successo

Grazie alle sue vittorie nella corsa al largo e all’America’s Cup, gli Svizzeri hanno inciso il loro nome nel pinnacolo della vela internazionale.

L’amore per il mare è un sentimento molto vivo in questo paese; l’alleanza dei laghi

con la tecnologia e il denaro fanno meraviglie.

Pierre Fehlmann, Stève Ravussin, Bernard Stamm, Dominique Wavre, Ernesto Bertarelli Questi nomi vi dicono qualcosa? Per forza. Sono tutti marinai svizzeri che hanno ottenuto risultati ai massimi livelli: nella corsa al largo per i primi quattro e nella regata tattica per l’ultimo, Alinghi essendo stato vincitore a due riprese della più vecchia coppa sportiva: la prestigiosa America’s Cup.

Responsabile di un’agenzia di comunicazione specializzata nella vela, e autore di varie opere sulla navigazione velica*, Bernard Schopfer riassume il successo della vela svizzera e la sua attrattiva mediante tre parole: il lago, la tecnologia e il denaro. “Gli Svizzeri hanno contribuito al lancio di questo sport a livello internazionale, con il denaro svizzero e barche costruite in Svizzera con la tecnologia svizzera”, sottolinea. Al centro di questa equazione, troneggia il Lemano. “Si naviga a vela su questo lago dal 14mo secolo, o anche prima, e le prime regate risalgono al 19mo secolo, con imbarcazioni da trasporto che si mettevano in competizione”, rammenta questo marinaio.

“Il Lemano, è il polo nazionale della competizione in Svizzera. È un posto bellissimo e

anche una specie di piccolo mare”, prosegue. "Ha visto insediarsi sulle sue rive cantieri tecnologici, che producono barche in legno del secolo scorso – con costruttori come Luthi, o Amiguet – e oggi con carbonio, con ad esempio Decision SA, che ha realizzato delle imbarcazioni per l’America’s Cup e la Volvo Ocean Race. Questi velieri sono stati ammirati in tutto il mondo”.

Bernard Schopfer nota che esiste una specie di continuazione tra il mare e la montagna presso gli Svizzeri, di cui sottolinea la passione per la natura. “Gli Svizzeri vengono adesempio in gran numero ad assistere a Brest alla sfilata di vecchi velieri. Essi possiedono una cultura marittima, come i Bretoni!”, afferma.

E anche se possedere una barca richiede denaro – ciò che fa della vela piuttosto uno

sport di ricchi – è sempre possibile navigare. “Molti proprietari di bellissime barche cercano continuamente delle équipes per andare in mare. D’altronde, la mescolanza di razze sulle barche esiste da sempre. Dopo il 1900, i proprietari avevano a bordo marinai delle Eaux-Vives e dei Pâquis, ammessi (quartieri di Ginevra) che passavano a malapena nei porti del club della nautica, ma una volta a bordo, si istaurava “l’uguaglianza”, racconta l’autore di “Légendes du Léman”, apparso nel 2012.

Fonte; Stéphane Herzog - La Gazzetta Svizzera n. 11

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